La Riviera tifa per "l'anti-Kostner" Valentina Marchei

SAN BENEDETTO - Ha imparato a muovere i primi passi sui pattini nella pista Panfili, e oggi è a Tallinn (Estonia), all’Europeo di pattinaggio sul ghiaccio, a giocarsi contro Carolina Kostner l’unico posto in palio per la prossima Olimpiade. Lei è la 24enne Valentina Marchei, suo padre Marco, maratoneta nonché olimpionico è nato a Castigano, ha frequentato il liceo classico a San Benedetto ed è cresciuto agonisticamente con l’Asa di Ascoli. Così, anche se vivono a Milano da diversi anni, il loro legame con questo territorio è ancora molto forte. Tornano praticamente ogni estate per riabbracciare i parenti, frequentano lo chalet “Zodiaco” e Valentina utilizza una settimana all’anno il percorso del campo Europa per tenersi in allenamento. Quindi, la sfidante diretta della Kostner merita di diritto tutto il supporto della Riviera.
Il duello per l’olimpiade ha inizio questo pomeriggio: dalle 14.20 su RaiSport, le uniche due italiane in gara si contenderanno un posto a Vancuver 2010.
Abbiamo chiesto al padre, Marco Marchei, come da ex campione sta vivendo questo momento e il duro percorso che Valentina ha dovuto fare per arrivarci:
«L’Europeo non sarà facile, lo ammetto, ma Valentina ha tutta la “cocciutaggine” dei castignanesi e non teme la rivalità con Carolina. – dice un po’ ironicamente – Gareggiano insieme da quando erano piccole e c’è sempre stato un certo equilibrio nelle vittorie. L’unico elemento penalizzante è che Valentina dopo essere stata ferma un anno per infortunio, scenderà con i “pettorali bassi”, cioè tra quelle con punteggio inferiore, e i giudici nelle valutazioni sono piuttosto influenzati da questo. Certo la Kostner non ha brillato nell’ultimo periodo, ma il suo nome è piuttosto blasonato».
Comunque Valentina arriva dal recente successo degli Assoluti italiani: «Sì, il 20 dicembre scorso a Brescia è arrivato il suo terzo successo tricolore, facendo un piccolo capolavoro proprio davanti alla Kostner. Posso dire che quella che ho visto è una Valentina nuova. Nel 2008 si è trasferita in America, ma si è fatta subito male ed è rimasta ferma a lungo. Ad aprile è praticamente ripartita da zero, ma oggi sembra in ottima forma».
Quando ha iniziato a pattinare Valentina? «In realtà tardi, a 8 anni. Oggi si comincia già a 4 o 5. Lei all’età di 6 anni faceva ginnastica ritmica, poi dopo due anni il corso che frequentava chiuse e visto che d’estate a San Benedetto aveva imparato a pattinare grazie al nonno, decise di provare a farlo anche sul ghiaccio. Lì si è imposta piuttosto in fretta e la sua amica-rivale è stata sempre Carolina, fino a quando l’altoatesina ha fatto il salto di qualità trasferendosi in Germania. Oggi s’incontrano di nuovo, i giochi si sono riaperti e Valentina vuole a tutti i costi il lasciapassare per le Olimpiadi, dopo che a quelle di Torino le è stata preferita la veterana Fontana».
Da ex olimpionico che sensazioni prova? «C’è grande differenza tra una lunga maratona e un minuto di coreografia sulle lame. Il ghiaccio è scivoloso, lì tutto può accadere e questa componente mi mette un po’ in ansia, ma per il resto la vivo da sportivo. L’atletica mi ha cambiato la vita, oggi è ancora il mio lavoro, dato che dirigo Runner’s World, una rivista specializzata. Io per Valentina sognavo un’esperienza simile alla mia e credo che ci stia riuscendo. Tra poco avrà anche una laurea in Scienze Motorie che potrà spendere nel suo futuro professionale abbinandovi il bagaglio tecnico acquisito in anni e anni di allenamento con i migliori preparatori, tra cui il russo Morozov, Walter Rizzo, qui in Italia e Didier Lucine, dal quale fa spesso una scappata in Francia».
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